La Fondazione Ri.MED ha partecipato con entusiasmo alla prima edizione di Hack Your Value, il programma di innovazione promosso dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo in collaborazione con Talent Garden, che si è concluso oggi con la presentazione dei progetti finali e la premiazione delle squadre vincitrici.
L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra università, ricerca e mondo produttivo, capace di offrire agli studenti l’opportunità di confrontarsi con problemi reali e, al tempo stesso, di mettere aziende e centri di ricerca in contatto con nuove idee, competenze e approcci innovativi. Fondazione Ri.MED guarda con interesse alle future edizioni dell’iniziativa e conferma la propria disponibilità a contribuire a un percorso che promuove il dialogo tra formazione, ricerca e innovazione, generando valore per tutti gli attori coinvolti e contribuendo alla crescita dell’ecosistema dell’innovazione sul territorio.
Dalla presentazione delle sfide al lavoro dei team
L’iniziativa era stata inaugurata lo scorso 4 maggio alla presenza del Rettore Prof. Massimo Midiri, del Direttore del Dipartimento di Ingegneria Prof. Livan Fratini, del Coordinatore dell’iniziativa Prof. Giovanni Perrone, del Dott. Lorenzo Scialdone (Talent Garden) e del Sindaco di Palermo Prof. Roberto Lagalla, e delle aziende partner — STMicroelectronics Italia, Smart Engineering, Prysmian, Terna e Fondazione Ri.MED — che avevano presentato agli studenti le sfide che sarebbero state al centro del programma.
Per tre settimane, studenti magistrali e dottorandi hanno lavorato in team multidisciplinari per sviluppare soluzioni innovative a problemi concreti proposti dalle aziende e dagli enti coinvolti. Un’esperienza che ha consentito ai partecipanti di mettere alla prova le proprie competenze in contesti vicini al mondo del lavoro, confrontandosi con esigenze reali e imparando a trasformare idee e conoscenze in proposte progettuali strutturate.
La challenge proposta da Ri.MED
In occasione dell’evento inaugurale, Sofia Di Leonardo, Scientist in Bioingegneria della Fondazione Ri.MED, aveva presentato una sfida centrata su una problematica clinica del sistema cardiocircolatorio che interessa circa l’1–2% della popolazione generale, con una percentuale che raggiunge il 15–20% negli individui di età superiore agli 80 anni.
La challenge prendeva spunto dai limiti delle attuali pratiche cliniche che, ancora oggi, possono essere associate a tassi di recidiva fino al 50%. Agli studenti veniva quindi richiesto di immaginare una nuova soluzione o un dispositivo innovativo in grado di garantire una resincronizzazione cardiaca stabile e permanente, contribuendo al miglioramento della qualità della vita dei pazienti.
Le presentazioni finali e la premiazione
La giornata conclusiva ha visto la presentazione dei lavori realizzati dalle dieci squadre partecipanti. Per ciascuna challenge si sono confrontati due team, per un totale di cinque progetti vincitori selezionati dalla giuria.
I progetti presentati hanno evidenziato competenza tecnica, capacità di analisi, visione e una notevole attitudine all’innovazione. Tutte le squadre hanno affrontato problemi complessi con approcci originali e non convenzionali, dimostrando come il dialogo tra mondo accademico, ricerca e sistema produttivo possa generare idee ad alto potenziale.
Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato anche il Sindaco di Palermo Roberto Lagalla e l’Assessore regionale alle Attività Produttive Edmondo Tamajo.
Due soluzioni innovative per la sfida Ri.MED
Tre settimane fa, ai team composti da studenti magistrali e di dottorato di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo è stata affidata una sfida particolarmente ambiziosa: ideare una nuova soluzione o un dispositivo innovativo in grado di garantire una resincronizzazione cardiaca stabile e permanente nei pazienti affetti da fibrillazione atriale.
Le due squadre impegnate sulla challenge proposta da Fondazione Ri.MED hanno affrontato il problema con approcci differenti ma ugualmente innovativi, dimostrando una notevole capacità di comprendere il bisogno clinico e di tradurlo in soluzioni concrete.
Il Team 1, composto da Darine Boutitaou, Chiara Buccellato, Gianluca Diana e Dario Stracuzzi, ha proposto un sistema integrato smartwatch-patch. Lo smartwatch monitora il ritmo cardiaco e, in caso di sopraggiunta fibrillazione atriale, attiva il patch. Quest’ultimo emette ultrasuoni mirati a bassa penetrazione che rompono capsule contenenti un farmaco antiaritmico, causandone il rilascio immediato.
Il Team 2, composto da Alessandro Abbate, Cristina Canfarotta; Irene Franzone, Simonpietro La Malfa, Giulia Scarpa, ha invece sviluppato un sistema integrato composto da una smartband per il monitoraggio cardiaco continuo, un patch toracico a ultrasuoni e un micro-impianto rilasciato per via endovascolare nell’atrio destro. Il dispositivo impiantato, privo di batterie e altamente miniaturizzato, cattura le oscillazioni meccaniche emesse dal patch e, tramite un cristallo piezoelettrico, le converte in stimolazione elettrica locale finalizzata al ripristino del corretto ritmo cardiaco.
Entrambi i team hanno centrato pienamente l’obiettivo della challenge, distinguendosi per competenza, creatività e capacità di innovazione. La giuria ha selezionato come vincitore il Team 1 grazie a una soluzione caratterizzata da minore invasività e pensata per una specifica fascia di pazienti ad alto rischio, elementi ritenuti particolarmente significativi ai fini dell’applicabilità clinica e del potenziale impatto sulla qualità della vita dei pazienti.
L’esperienza di Hack Your Value conferma il valore delle iniziative che favoriscono il dialogo tra università, ricerca e impresa, creando opportunità concrete di crescita per gli studenti e contribuendo allo sviluppo di nuove idee per affrontare le sfide scientifiche e tecnologiche del futuro.

