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OMICA – Integrazione di dati omici e clinici per personalizzare la cura del rigetto acuto e cronico nei pazienti sottoposti a trapianto di cuore

Data inizio e fine: 2 febbraio 2026 – 2 gennaio 2029

Ente finanziatore/Programma: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Direzione centrale salute, politiche sociali e disabilità. “Programma di interventi per la seprimentazione e successiva adozione di nuovi processi e modelli operativi e di interventi per la formazione, volti al miglioramento delle attività di prevenzione, della qualità delle cure e della riabilitazione, nonché all’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse dedicate” (DGR 1721/2022).

Partnership: Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale – ASUFC (capofila); Fondazione Ri.MED (partner); Università degli studi di Padova (partner); AORN – Ospedali dei colli, Napoli (partner).

Abstract: Il rigetto rappresenta una delle principali complicanze dopo trapianto cardiaco e richiede un monitoraggio continuo per garantire la sopravvivenza e la funzionalità dell’organo trapiantato. Attualmente la biopsia endomiocardica (BEM) costituisce il metodo di riferimento per la diagnosi di rigetto; tuttavia, la sua natura invasiva, la limitata sensibilità nel contesto del rigetto cronico e la variabilità inter-osservatore nell’interpretazione istopatologica ne riducono l’efficacia come strumento di sorveglianza a lungo termine. Per questi motivi, negli ultimi anni è cresciuto l’interesse verso strategie diagnostiche meno invasive, tra cui la biopsia liquida. La biopsia liquida consente di valutare in modo integrato diversi biomarcatori circolanti associati al danno d’organo e alla risposta immunitaria. Tra questi figurano il DNA libero circolante derivato dal donatore (dd-cfDNA), biomarcatori di danno cardiaco quali la troponina ad alta sensibilità, profili di espressione genica, vescicole extracellulari e RNA non codificanti circolanti, inclusi i microRNA. L’analisi combinata di questi marcatori offre l’opportunità di caratterizzare in modo più completo i processi biologici associati al rigetto e di individuare precocemente segni di danno del graft. Alla luce di queste premesse, il presente studio multicentrico osservazionale si propone di integrare dati omici e parametri clinici mediante approcci di machine learning, con l’obiettivo di sviluppare un modello multiparametrico capace di migliorare l’identificazione precoce dei pazienti a rischio di rigetto.

 

Responsabile Scientifico Ri.MED: Simone Dario Scilabra (PI in Proteomica).

 

Il progetto “Integrazione di dati omici e clinici per personalizzare la cura del rigetto acuto e cronico nei pazienti sottoposti a trapianto di cuore” è stato realizzato con il finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

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