Allargare il perimetro delle possibilità
Queste le parole con cui con cui Maria Pia Pensabene ha inaugurato “Biomed e Biotech: competenze, formazione e innovazione”, la tre giorni che dal 16 al 18 settembre ha riunito a Palermo istituzioni, sistema sanitario, imprese, Università e mondo della ricerca per confrontarsi sulle competenze necessarie ad accompagnare l’evoluzione del biomedicale e del biotech.
Un appuntamento al quale la Fondazione Ri.MED ha partecipato con particolare interesse e coinvolgimento: Ri.MED è infatti socio fondatore dell’ITS Academy “Alessandro Volta”, unico ITS Academy siciliano a operare nell’Area “Chimica e Nuove Tecnologie della Vita”.
A guidare il confronto nelle tre giornate è stato Nino Amadore, giornalista de Il Sole 24 Ore, che ha moderato i numerosi interventi mantenendo il dibattito costantemente ancorato a questioni concrete: quali professionalità servono oggi alla sanità, alla ricerca e alle imprese? Come cambia la formazione quando le tecnologie evolvono a una velocità sempre maggiore? E come si possono creare in Sicilia opportunità professionali qualificate per i giovani?
Formazione, innovazione e ricerca devono evolvere insieme
Proprio dal rapporto tra evoluzione tecnologica e competenze è partito Emanuele Insinna, Segretario Generale della Fondazione Ri.MED, portando l’esperienza concreta di un ente di ricerca. La rapidità dell’innovazione impone oggi di programmare gli acquisti delle tecnologie il più vicino possibile al momento del loro effettivo utilizzo, per stare al passo con soluzioni che possono evolvere in tempi molto brevi. Lo stesso principio vale per le competenze: se le tecnologie cambiano rapidamente, anche i programmi di formazione devono essere costantemente aggiornati per preparare professionalità capaci di utilizzarle e valorizzarle.
Nel pomeriggio della prima giornata è intervenuta anche Giovanna Frazziano, Project Manager di Ri.MED e docente dell’ITS Academy, nell’ambito della sessione dedicata al rapporto tra Università, ricerca e ITS Academy. Un doppio ruolo che rappresenta concretamente quel ponte tra ricerca e formazione sul quale Ri.MED e ITS Academy hanno costruito negli anni la propria collaborazione.
È proprio in questa capacità di mantenere uno stretto collegamento tra formazione e fabbisogni reali che risiede uno dei principali punti di forza degli ITS Academy.
Un’esigenza particolarmente evidente in ambito sanitario. Angelo Luca, Direttore di ISMETT, ha indicato che le tecnologie elettromedicali possono incidere fino al 30–40% sui costi di un ospedale: investimenti importanti, che richiedono professionisti in grado di utilizzarle e gestirle al meglio. Un fabbisogno destinato a crescere: negli Stati Uniti si stimano circa 8.200 assunzioni l’anno di tecnici biomedicali per i prossimi dieci anni.
Dai percorsi formativi alle opportunità professionali
Uno dei momenti più significativi ed emozionanti della prima giornata è stata la proclamazione dei diplomati, una cerimonia che ha dato un volto concreto (e tanti sorrisi di soddisfazione) a uno dei temi emersi con forza: superare definitivamente l’idea che la formazione ITS rappresenti un’alternativa “di serie B” all’Università. Si tratta di percorsi differenti e complementari, entrambi parimenti necessari alla costruzione di un sistema nel quale competenze scientifiche, tecniche e professionali possano rafforzarsi a vicenda.
Il tema del collegamento con il mondo produttivo è stato al centro anche della seconda giornata, dedicata all’incontro tra formazione terziaria e mercato. Un passaggio particolarmente importante è stata la sottoscrizione dell’Accordo quadro tra Confindustria Dispositivi Medici e i nove ITS Academy italiani dell’Area “Chimica e Nuove Tecnologie della Vita”. L’intesa punta a rendere ancora più stretto il rapporto tra formazione tecnica superiore e imprese della filiera dei dispositivi medici, attraverso strumenti quali un osservatorio sui fabbisogni professionali, la co-progettazione dei percorsi con le aziende, tirocini, project work e apprendistato, insieme ad attività di ricerca applicata e trasferimento tecnologico.
Innovazione significa anche creare connessioni
La terza giornata ha ampliato ulteriormente lo sguardo, dedicando il confronto al ruolo degli ITS Academy come leva per l’innovazione sociale e alla capacità di “connettere ciò che già esiste”. Al panel hanno preso parte rappresentanti del mondo dell’innovazione, della formazione, dell’Università e dell’impresa, tra i quali Biagio Semilia di Innovation Island.
Un confronto che ha portato il tema delle competenze oltre la dimensione strettamente formativa: innovare un territorio significa anche mettere in relazione realtà, esperienze e talenti che già vi operano, creando le condizioni perché possano generare insieme nuove opportunità.
Un taglio del nastro che apre nuove possibilità
L’evento si è concluso con un momento dal forte valore simbolico e, soprattutto, molto concreto: l’inaugurazione dei nuovi Laboratori Biomed e Biotech 4.0 dell’ITS Academy, alla presenza di istituzioni, soci e partner.
Nuovi spazi nei quali formazione e tecnologia potranno incontrarsi ogni giorno e nei quali gli studenti potranno acquisire competenze direttamente attraverso strumenti, metodologie e ambienti vicini a quelli che incontreranno nel proprio futuro professionale. L’ITS Academy descrive oggi la propria “Culla Tecnologica” come uno spazio di 1.800 metri quadrati di Laboratori 4.0 nel cuore di Palermo.
Con il taglio del nastro si chiude il convegno, si apre un nuovo anno accademico e si allarga il perimetro delle possibilità per tanti giovani.




